| Stazioni Rete sismica temporanea INGV-CNT |
Stazioni Rete sismica nazionale |
| Limite settore del bacino oggetto dello studio di risposta sismica locale |
| Eventi sismici registrati dal 1984 al 2002 (da catalogo) |
Rete sismica temporanea in Val D'Agri
Mappa dei terremoti locali e regionali registrati a partire da Febbraio 2005
La Val d’Agri e’ una delle aree italiane a maggiore potenziale sismogenetico (Fig.1). Il recente sviluppo urbanistico, in particolare nella parte alta della valle (Villa d’Agri, Viggiano), e la presenza di infrastrutture legate all’attività di estrazione e raffinazione di idrocarburi, contribuiscono ad accrescere il rischio sismico dell’area, che e’ gia stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1857.
Al fine di valutare eventuali fenomeni di amplificazione del moto sismico nel bacino sedimentario, a partire dal 2005 abbiamo installato 6 stazioni a 6 componenti lungo un profilo di direzione sud-ovest nord-est che attraversa il centro di Villa d’Agri (triangoli rossi in Fig.2).
Questo esperimento si avvantaggia della presenza agli estremi del profilo di due stazioni sismiche installate su affioramenti del substrato carbonatico e facenti parti della Rete Sismica Temporanea della Valle D’Agri gestita dall’INGV-CNT di Roma (Fig.1 e triangoli blue in Fig.2). Numerosi terremoti locali e regionali sono stati registrati a partire da Febbraio 2005 (Fig.3). I sismogrammi confermano la presenza di evidenti fenomeni d’amplificazione dell’ampiezza e durata moto del suolo prodotti dalla risonanza dei depositi quaternari alluvionali e lacustri del bacino che poggiano su rocce carbonatiche. Si confrontino ad esempio le ampiezze e durate dei sismogrammi registrati ad i siti del bacino ed ad AG13 per un evento regionale(26 mar 2007 13:55:25 ML 4.1 - Crotonese) (Fig.4).



Ubicazione delle stazioni installate per lo studio della risposta sismica locale e delle stazioni della Rete Temporanea INGV della Val d’Agri (AG13).
E
N
I fenomeni d’amplificazione sono stati quantificati con la tecnica dei rapporti spettrali rispetto ad un sito di riferimento su bedrock (AG13). I valori medi (+/-1 standard deviation) dei rapporti spettrali delle componenti orizzontali del moto mostrano significative amplificazioni, fino ad un fattore 6-8, nell’intervallo di frequenze 0.6-1.0 Hz (Fig.5). Minori fenomeni d’amplificazione si osservano fino a 4-7 Hz. Dati di sottosuolo e di profili sismici ad alta risoluzione forniranno vincoli sulla struttura geologica superficiale utili per una migliore comprensione degli effetti di sito e per l’esecuzione di simulazioni numeriche (in Fig.6 è riportata la geometria del bacino).
Rapporti spettrali rispetto al sito di riferimento (AG13).
Geometria del bacino.
I dati preliminari (confrontare le ampiezze e forme d'onda dei sismogrammi a margine relativi ad un evento nel mar Ionio) confermano che il bacino pleistocenico è responsabile di evidenti fenomeni di amplificazione del moto del suolo.
BNF - Bordo valle